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June 05 all about loving youDopo un pò di tempo, eccomi qui. Mi sembrava giusto e molto più che doveroso, dedicarVi una pagina di questo blog, che ne ha viste di tutti i colori. Mi sembrava giusto farlo perchè siamo alla fine. Mi sembrava giusto perchè sto ascoltando “Always”, di Bon Jovi, e “now I can't sing a love song like the way it's meant to be, well, I guess I'm not that good”...ma almeno ci voglio provare. Sono le 20,31, oggi ho buttato giù mezza pizza all'ora delle galline. Dovrei continuare con la tesina, ma proprio non ce la faccio. Mi distraggo. Mi distrae il pensiero che domani sarà l'ultimo giorno. Ci vedremo alla cena di classe, chissà quante altre sere, all'esame. All'esame, già. Quello che segnerà ufficialmente lo STOP. Ma nulla sarà più come prima, come è stato in questi cinque anni. Sapete, vi ho guardato. Davanti a me c'è la Vale che si mette la Nitrogena e poi prende appunti su quel quadernino ad anelli marrone. E fa scorrere la biro tra le dita, e io invece non ci riesco. La Chiara nell'angolo che indica una qualche località sulla cartina. La Chiara che negli ultimi giorni si è data alle gonne. La Tini che si gira per farci ridere. E ci riesce perfettamente. La Marti che ride, che appoggia le tette sul banco, che fa i disegnini al posto di prendere appunti. La Babby di fianco a lei, che ha cambiato focaccia e che chiede ogni secondo che ore siano. Mi sporgo un pò per vedere la Scope: lei in questi giorni è particolarmente colorata. Sarà l'estate? Sarà l'amour? Dietro di me c'è la Lau, che dice di essere reingrassata, ma io la vedo meglio. Sì, è l'amour. La Tezzona che cerca di parlottare con la Scope. La Lucri china nel suo angolino che legge, nascosta dal suo zaino rosso. Giro la testa verso l'altra metà della classe: l'ultimo banco in fondo a destra passerà alla storia. Il Pago con la sua bottiglietta d'acqua naturale davanti, con la cicca in bocca (e la lingua verde) che mi sorride. La Clara che sbuffa insofferente. La Maria che mi fa le facce. Perfettamente intonata al suo pantalone giallo. Davanti a loro il Lutto copre quasi tutte, con la sua ciospa di capelli. Anche lui fa dei disegnini sul libro, spero migliori di quelli della Marti. La Poppy è brugnosa e si tocca i capelli, ma che ci possiamo fare? La Marti mi da una gomitata e la guardiamo insieme. Le vogliamo bene anche per quello! La Marza è quasi totalmente oscurata, però si stagliano all'orizzonte i suoi occhiali, mannaggia all'oculista che non le fa mettere le lenti. La Truglia è mezza svaccata tra il muro e il banco. Ha una borsa immensa davanti a lei, e non poco casino. In primo banco la Fedina, con le gambe incrociate sotto la sedia e le ballerine color panna. E continua a scrivere, scrivere. Anche la Jessica è china sul banco a scrivere, ma non so se appunti o poesie. E last, but not least, la Zucca, che chiude in bellezza anche l'appello. Anche lei prende appunti, su un grosso quadernone ad anelli. Sapete, siete belli. Siete dolci. Brani casuali. iTunes ha deciso di farmi morire stasera. Goodbye my lover. Non l'ho fatto apposta, davvero. “...remember us and all we used to be...” Io vi voglio ricordare per sempre così. Nella normalità e nella monotonia del quotidiano che tanto abbiamo disprezzato ma, se si potesse, quanto tornerei indietro di un anno, in questo istante! Tornerei indietro per rivivere ancora più a fondo i momenti significativi e per rendermi conto di quanto contassero anche gli attimi passati ad aspettare che suonasse la campanella. Tornerei indietro per crescere ancora con voi, per scambiarci opinioni nelle ore di religione, per contestare insieme un qualche prof, per guardare “l'ultimo banco in fondo a destra” nelle ore del Casti. O semplicemente per sentire ancora il Casti che ci da delle lezioni di vita e perchè, in fondo, gli vogliamo bene. Per trattenere le risate fino a star male. Per sentirmi chiamare ancora Serena. Anche per le domandine dell'Asfodeli. Per vedere almeno un'altra volta la Fox appoggiata alla cattedra. Per assistere ad un'altra delle non-ordinarie lezioni di Milana. Per sentire la Lucri che fa delle domande stupide a Nicolini o la Grazioli che indossa le calze di lana buffe. Per il Lanzo che fa le battutine sarcastiche e che a volte si prende malissimo. O semplicemente per scaldare quella sedia e stare appoggiata a quel banco con qualche cicca appiccicata sotto, ma almeno sapere che intorno a me ci siete voi. Sapere che posso ridere, piangere, fare discorsi seri, fare discorsi idioti, prendervi in giro, parlare di Pippi, abbracciarvi, baciarvi, scrivere sulla lavagna messaggi stupidi e parlare per sigle. Sentirvi intorno. “And I know, you're a part of me..” Alter Bridge, In loving memory. “ 'cause you were always there for me” . Questa l'ho scelta scelta. L'ultima per stasera. Oggi gira così. E come potrebbe girare del resto? Senza poter dire una parola in più, dopo un tema, una versione, una terza prova, un colloquio, puff, sarà tutto davvero finito. Tra un mese. Tra un mese le nostre vite, dopo cinque anni, prenderanno direzioni diverse, alcune troppo. L'unica cosa che spero, è quella di avervi dato il meglio di me sempre e comunque. Spero di esservi stata d'aiuto e di conforto, spero di avervi fatto ridere e anche di avervi un pò commosso. Allora, provate a non cancellare tutti questi ricordi e sappiate che, anche se magari non saremo così uniti, avrete sempre qualcuno su cui contare.
“Thanks for all you've done...” Lucrezia, Silvia, Valentina, Chiara, Laura, Clara, Sara, Francesca, Federica, Giovanni, Lodovico, Marta, Sara, Giulia, Martina, Maria, Jessica, Giulia, Chiara. Ora basta scrivere, che non ce la posso proprio fare. “And I still love you more tomorrow...” Fede, Babby, Serena Comments (4)
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